sabato 4 maggio 2013

Veronelli, l'uomo al di là del critico



Venerdì 3 maggio presso la splendida cornice dell’Hotel Columbus, proprio a due passi da Piazza San Pietro, si è tenuta la presentazione di un libro davvero interessante che va alla scoperta, senza avere l’ardire di essere una biografia, della figura del celebre critico enogastronomico, Luigi Veronelli.
Prima di passare alla presentazione vera e propria, lasciate che vi descriva la location unica in cui si è svolto questo interessante evento.
L’Hotel Columbus è situato in uno splendido e maestoso edifico quattrocentesco, Palazzo del Cardinale Domenico della Rovere, posto su via della Conciliazione: questa strada è celebre perché costruita nel 1937 abbattendo il cosiddetto borgo di vicoli e vicoletti voluti dal Bernini per creare uno stupefacente effetto “sorpresa”: si può oggi solo immaginare lo stupore del pellegrino il quale all’improvviso sbucando da questi vicoli si trovava innanzi l’immensa bellezza di Piazza San Pietro.

Per fortuna la costruzione della strada ha lasciato intatto questo splendido palazzo voluto dal Cardinale della Rovere e che conserva al suo interno affreschi delle volte del Pinturicchio ed importanti mobili e dipinti antichi che contribuiscono a creare un’atmosfera d’altri tempi.

È in questa prestigiosa sede, in particolare nella sale del Camino, che si è svolta la presentazione del libro Luigi Veronelli – La vita è troppo breve per bere vini cattivi edito da Giunti e Slow Food Editore. A questo incontro hanno partecipato gli autori Gian Arturo Rota (legato a Veronelli da un rapporto ventennale e direttore della Veronelli Editore) e Nichi Stefi (autore televisivo e teatrale, che ha diretto tra gli altri il programma televisivo Linea Verde).
Devo dire che mi ha colpito molto la figura di Veronelli ed in quest’occasione ho avuto modo di conoscere meglio una figura che al di là della fama di grande recensore mi era piuttosto sconosciuta.
Sono rimasto affascinato dal grande senso di ottimismo e positività che non avrei mai desunto dall’atteggiamento serioso e formale che traspariva al pubblico. Questo suo lato può essere sintetizzato con un suo celebre motto che così recita “L’uomo è nato per festeggiare la Vita”.
Molti gli aneddoti descritti dagli autori su questo illustre personaggio, ad esempio è stato raccontato come e quando Veronelli sorseggiò il suo primo bicchiere di vino: era il giorno della sua prima comunione ed il padre, avvicinandosi al ragazzo con un bicchiere colmo di vino, gli elogiò le caratteristiche di quella bevanda e gli sottolineò l’attenzione e l’importanza del gesto che stava per compiere, pregandolo di non dimenticare mai che “dentro un bicchiere di vino c’è la fatica del contadino”. Quell’assaggio segnò per Veronelli un momento importante della sua vita, un evento che non dimenticò mai e che allora, per lui, segnò l’ingresso nell’età adulta.
Veronelli non dimenticò mai quelle parole e ne fece un prezioso punto di riferimento anche nel suo lavoro. Infatti proprio tenendo a mente quelle parole elaborò il suo personale concetto del buono e del cattivo critico.
Proprio in considerazione del fatto che dietro un vino, sia esso più o meno buono, vi è alle spalle il duro lavoro del contadino Veronelli riteneva che il buon critico fosse colui che riusciva a trovare e cogliere i pregi anche del cattivo vino e solo successivamente, se proprio non ve ne fossero, allora poteva citare qualche difetto. Disprezzava, invece, quei critici i quali erano alla disperata ricerca di difetti, anche nel miglior vino, al solo scopo di dare autorevolezza alla propria persona.
Veronelli era una persona molto semplice ed umile, dotato di una immensa e poliedrica cultura ma capace al tempo stesso di divertire ed allietare senza essere in alcun modo noioso; hanno ricordato inoltre il suo essere spiritoso ed ironico, citando un divertente episodio: un giorno un giornalista gli chiese cosa ne pensasse il Maestro dei vini nel tetrapack, ebbene il critico lo guardò e con aria perplessa rispose: “guardi, non so proprio cosa dirle, io in verità mi occupo di Vini”.
Negli ultimi anni della sua vita Veronelli si appassionò all’Olio ed a dimostrazione della sua umiltà, non fingeva di essere esperto conoscitore della materia ma al contrario chiedeva a tutti curiosità, dubbi e informazioni per conoscere sempre più questo prodotto, che è sempre rimasto in secondo piano rispetto ad altri più celebri, pur essendo uno dei  simboli dell’Italianità e della cucina mediterranea, che spero presto di poter trattare in uno dei miei prossimi post.


Al termine della presentazione tutti i partecipanti sono stati invitati a degustare dell’ottimo Sherazade della casa vinicola Donnafugata nella splendida cornice del cortile del ristorante La Veranda dell’Hotel Columbus, accompagnato da ottimo finger food, tra cui della tempura di verdure e dei conetti di pasta sfoglia ripieni al formaggio e spolverati di semi di papavero.


Spero di aver attirato la vostra attenzione e sollecitato il vostro interesse, in tal caso potrete approfondire l’argomento con la lettura del libro.
A presto.

Alla scoperta dei sapori dell'Isola di Ischia



Inauguro il mio food blog cercando di trasmettervi le emozioni e le sensazioni di un meraviglioso ed indimenticabile weekend ischitano.
Non a caso ho deciso di dedicare a questo argomento il mio primo post infatti è proprio in questa occasione che ho deciso di condividere con tutti voi le mie scoperte enograstronomiche e non solo e per questo devo ringraziare Nadia ed Enrico ai quali va tutta la mia stima e gratitudine. È infatti grazie a loro, esperti food blogger, che ho deciso di creare questo spazio virtuale che nasce dalla mia passione per il gusto, l’enogastronomia, il viaggio, la scoperta, in altri termine per la vita e per quanto di più bello essa possa offrire.
Nadia (http://www.vitadaprecisina.com/) ed Enrico (http://lefrancbuveur.blogspot.it/) infatti mi hanno iniziato al mondo del foodblogging, cioè al piacere di condividere nuovi sapori, nuovi luoghi, nuove ricette con cui far rivivere, anche a chi non era presente, i profumi, i sapori, la freschezza dei prodotti, le emozioni a volte uniche che si provano assaporando le prelibatezze che la nostra splendida Italia ci propone e che tutto il mondo ci invidia.
Dopo questa necessaria e doverosa premessa, passo ora al raccontarvi le bellezze ed i sapori ischitani.
Devo ammettere di non essere un esperto conoscitore di quella che è universalmente conosciuta come l’isola verde; essa è così chiamata per il fatto che è quasi totalmente ricoperta da una fitta vegetazione che sale lungo tutto il monte Epomeo, che la sovrasta e dal quale si gode un magnifico panorama su tutta la costa campana.
Abitata fin dal neolitico e soprannominata dai greci Pithecusa, il cui nome deriverebbe secondo alcuni dal fatto che l’isola fosse abitata da Scimmie (Pithecos) secondo altri, invece, questo nome deriverebbe dai Pithoi, grandi vasi greci prodotti in gran quantità sull’Isola.


Ma prima di farvi assaporare le leccornie di cui l’Isola è ricca, vorrei sottolineare una delle caratteristiche ischitane assolutamente da non perdere, per unire al piacere del palato quello del corpo. Ischia è infatti celebre nel mondo per le cure termali e per le sue acque rigeneratrici, fama che è da sempre universalmente riconosciuta tanto che persino il Premier Tedesco Angela Merkel ne è una assidua frequentatrice.
Voglio raccontarvi una leggenda che si narra circa l’origine delle celebri terme ischitane: si racconta che  il Titano Tifeo venne imprigionato da Zeus nelle viscere del monte Epomeo e le sue membra  sparse per tutta l'isola. Per secoli sopportò la dura punizione, finchè non chiese aiuto a Venere  affinchè implorasse perdono a Giove. Calde lacrime sgorgarono dagli occhi del ribelle pentito e così Giove impietositosi, perdonò Tifeo e tramutò le sue lacrime in acque termali.

Ma ora è il momento di passare a descrivere le prelibatezze gastronomiche ischitane.
Per prima cosa, appena scesi dall’aliscafo che da Napoli vi porterà ad Ischia, vi consiglio un’immancabile tappa presso la Pasticceria Calise che ha praticamente monopolizzato l’isola con i tanti punti vendita sparsi sul territorio ma personalmente vi consiglio vivamente di passare per la sede principale, aperta nel lontano 1925 e che mantiene intatto quel gusto retro che l’ha resa celebre. Non sembra di essere su di un’isola ma al contrario sembra di essere in un infinito giardino con piante tropicali con una vegetazione che ricorda più foresta indiana che non la macchia mediterranea. 


Non provate a fissare il video proiettato su di un piccolo monitor all’ingresso potreste rimanere ipnotizzati: questo descrive la lenta preparazione delle specialità “della casa”: pastiere, babà, sfogliatelle e l’unico ed inimitabile Cornetto semplice.
Il cornetto semplice non è un cornetto vuoto come potreste immaginare, ma è un morbido cornetto ripieno di crema e amarena, quindi fate attenzione se volete un cornetto vuoto specificatelo al solerte cameriere.
Dopo questa prima tappa immagino che avrete voglia, finalmente, di rinfrescarvi nelle acque chiare e limpide dell’isola e per pranzo consiglio uno spuntino ristoratore davvero ischitano, la “zingara”.
Non vi fate impressionare, non vi sto consigliando di fare attenzione al portafogli, volevo invece proporvi questa specialità tipica isolana, si tratta di due fette di pane casareccio cotto rigorosamente nel forno a legna con dell’ottima provola affumicata, del pomodoro fresco, della lattuga e del prosciutto crudo il tutto abbrustolito sulla piastra, davvero da leccarsi i baffi. Io in particolare ho trovato davvero squisita quella del ristorante “Il Pirata”, posto lungo le sponde della baia di Sant’Angelo e caratterizzato da un ambiente caratteristico ricco, fino all’inverosimile, di ceramiche di produzione locale che riempiono ogni angolo del locale e tappezzano interamente il soffitto creando un effetto molto caldo e scenografico.

Ora rilassatevi è il momento di un buon caffè e di relax per riprendere le forze prima della sera. Ebbene, dopo aver ammirato il tramonto sulla spiaggia, è il momento di fare una passeggiata per le vie tipiche e caratteristiche isolane, dove acquistare qualche souvenir e qualche specialità locale.
Per la sera potete scegliere tra 2 locali un po’ diversi tra loro: potete optare per il ristorante-pizzeria “O sole mio” che, al di là del nome stereotipato, nasconde prodotti genuini e una pizza davvero squisita, leggera e saporita ad un prezzo ragionevole.
Altrimenti se siete in cerca di un posto speciale ed indimenticabile, vi consiglio “Umberto a mare”: posto sulla punta di Forio nei pressi di una piccola e scenografica chiesetta, che ricorda molto un’isoletta greca, è un locale a picco sul mare con una vista mozzafiato.
Qui potrete assaggiare tutti piatti preparati con pesce freschissimo e prodotti selezionati di alta qualità; gustose le polpettine di pesce azzurro su letto di scarola stufata con uvetta,  pinoli e  mosto cotto, ma ancor di più i ravioli di melanzane con crema di basilico, bufala e ricottina del Salento, davvero da non perdere; infine degno di menzione anche il guazzetto con pescato del giorno davvero squisito. Sembra davvero di avere il mare nel piatto e devo dire che ne vale la pena.

Per concludere la serata posso consigliarvi di sorseggiare uno sgroppino o un delizioso limoncello in uno dei tipici locali che costeggiano il porto di Ischia dove potrete rilassarvi ripensando alla intensa e spero piacevole giornata ischiatana.
Al prossimo post.         

giovedì 2 maggio 2013

Welcome



Caro Lettore, Cara Lettrice,
se sei capitato qui per caso navigando nell’immenso Oceano che è internet, sappi che questo blog è riservato esclusivamente agli amanti della cucina, dei buoni sapori e del buon vivere.
Lo scopo è infatti quello di incuriosire, coinvolgere e scoprire insieme locali caratteristici dove poter degustare il meglio della cucina italiana ed internazionale, dove assaporare piatti nuovi, dove intraprendere un viaggio infinito alla scoperta di nuovi sapori e nuove emozioni enogastronomiche.
Chi scrive non è un professionista del settore ma quello che si potrebbe definire una “buona forchetta”, una di quelle persone che pensano che il buon cibo sia uno dei grandi piaceri della vita degno di rispetto e della dovuta attenzione.
Se anche tu pensi che l’uomo non sia fatto solo per nutrirsi, se pensi che c’è un motivo per cui l’essere umano è dotato del senso del gusto ed infatti è l’unico essere vivente che sceglie ed elabora gli ingredienti che la natura ci offre creando delle composizioni sempre nuove e potenzialmente infinite, se pensi che la cucina sia un’arte al pari della pittura, della scultura o dell’architettura, beh allora hai trovato il posto giusto, il luogo ideale…sei il benvenuto nel mio Blog.
Se invece sei di quelli che ingurgitano qualsiasi cosa pur di saziare il loro stomaco e placare la fame, se sei tra quelli che non sanno distinguere una linguina da uno spaghetto e che metterebbero ketchup e maionese anche sulla lasagna, se pensi che il cibo sia solo qualcosa che fa ingrassare e quindi solo per questo lo condanni…allora a te dico, Vade retro…questo spazio virtuale ti è vietato, precluso…a meno che tu non voglia uscire dalla tua ignoranza gastronomica ed immergerti nel meraviglioso mondo della cucina e scoprire così l’immensa cultura enogastronomica.
Buon lettura a tutti e buon viaggio.